
C'era una volta... quando il tempo scorreva più lentamente e il mondo sembrava un posto più semplice, anche il movimento del denaro era più facile da capire. E se vi siete mai chiesti"perché?", è perché, un tempo, il denaro era correlato all'oro. In parole povere, le banconote potevano essere convertite in oro e la stampa di denaro era generalmente limitata dalle riserve auree, il che imponeva una disciplina monetaria più rigorosa.
Oggi la prospettiva è cambiata e i movimenti del mercato dell'oro delle ultime settimane ci dimostrano che anche l'attività più "sicura" del mercato può riservarci delle sorprese. Vi invitiamo a scoprirle insieme in un episodiodorato diTheMacRO Zone.
DALLA MONETA ALL'ATTIVO FINANZIARIO
Storicamente, l'oro ha funzionato come moneta proprio perché è raro, durevole, divisibile e universalmente accettato. Il XX secolo segna il graduale passaggio dai sistemi basati sull'oro (compreso lo standard aureo) ai regimi fiat (i regimi monetari fiat sono sistemi monetari in cui la moneta non ha valore intrinseco, non è convertibile in oro, argento, ecc.) e, successivamente, a un mondo dominato dal credito e dalle banche centrali.
La rottura decisiva è arrivata con la sospensione della convertibilità del dollaro in oro nell'ambito del sistemadi Bretton Woods, con quello che è passato alla storia come il Nixon Shock, il giorno in cui l'oro si trasformò da "ancora" formale della moneta a bene finanziario liberamente negoziabile sul mercato.
〽️ Questo momento ha rappresentato il cambiamento che ha dato origineall'oro moderno: un bene il cui prezzo è determinato dalla domanda e dall'offerta, dalle aspettative macroeconomiche e dai flussi, negoziato a livello globale, in cui il ruolo monetario sopravvive soprattutto grazie al comportamento degli investitori e alle decisioni delle banche centrali.
PERCHÉ L'ORO È CONSIDERATO UN BENEFICO SICURO
A livello di portafoglio, l'oro è spesso consideratouno strumento di diversificazione oun'alternativa di protezione contro le perdite finanziarie (hedge) o i rischi estremi. È classificato come un bene rifugio storico, grazie alle seguenti caratteristiche:
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APPROVATO DALLE BANCHE CENTRALI
Uno dei segnali più evidenti proviene dal settore delle banche centrali, che utilizzano l'oro come elemento didiversificazione delle riserve ecomestrumento di credibilità in periodi di tensione. Negli ultimi cinque anni, il ritmo degli acquisti è stato notevole, secondo il World Gold Council, hanno acquistato costantemente grandi quantità di oro nel 2021 (726 tonnellate), 2022 (1.037 tonnellate), 2023 (1.082 tonnellate), 2024 (1.092 tonnellate) e 2025 (863 tonnellate). Analizzando questi dati, possiamo dedurre che, in un periodo in cui le tensioni geopolitiche sono accentuate dalla frammentazione economica e dai debiti elevati degli Stati, l'oro sta diventando un bene di credibilità.
ROMANIA
Per la Romania, la strategia è diversa e si basa sulla stabilità quantitativa. Più precisamente, la Banca Nazionale Rumena mantiene costante la riserva dal2007 (103,6 tonnellate), ma ciò che è cambiato radicalmente è il valore.
Così, se nel 2016 la riserva aurea della banca nazionale valeva 3,66 miliardi di euro, nel 2026 raggiungerà la soglia dei 14,22 miliardi di euro. In pratica, stiamo parlando di unaumento di circa3,3 volte in 10 anni per lo stesso stock fisico.
I MOVIMENTI DEL MERCATO DELL'ORO
L'oro, espresso dal tasso XAUUSD (prezzo/oncia d'oro, espresso in dollari), ha attraversato negli ultimi 12 mesi uno dei periodi più tumultuosi della sua storia moderna. Notiamo quindi che, se tradizionalmente il metallo è percepito come un bene difensivo, con bassa volatilità e ruolo stabilizzatore a livello di portafoglio, i dati recenti ci mostrano la transizione verso un bene caratterizzato da movimenti estremi, rischio elevato, rapidi riposizionamenti e alta volatilità.
Guardando i numeri, la performance dell'oro nell'ultimo anno è sbalorditiva: all'inizio del 2025 era a 2.856 dollari l'oncia, all'inizio di febbraio ha chiuso a 4.894 dollari l'oncia. In pratica, stiamo assistendo a unrendimento annuo di circa il 71,36%, con un intervallo di variazione annuale di quasi il 90% tra il minimo (2.857 dollari) e il massimo (5.417 dollari).
Per un bene con status di safe haven, una performance del genere è eccezionale e suggerisce non solo una domanda in crescita, ma anche una partecipazione attiva del capitale speculativo, attratto dalmomentum edal rapido cambiamento delle aspettative macroeconomiche.
ANDAMENTO DEL PREZZO DELL'ORO
Agosto 2025 - febbraio 2026 | USD/oncia

- Agosto - settembre 2025: Il prezzo sale lentamente, in modo quasi lineare, il che è un segno di accumulo costante.
- Settembre-ottobre 2025: Il calo si accentua a causa delle crescenti tensioni geopolitiche (instabilità, sanzioni, tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina) che hanno indebolito il dollaro e spinto le banche centrali ad acquistare oro a livelli record.
- Ottobre - dicembre 2025: Il prezzo oscilla, ma non torna ai livelli precedenti. La pressione sul dollaro americano e il taglio dei tassi da parte della Fed spingono gli investitori a orientarsi verso attività più sicure.
- Gennaio - febbraio 2026: Il 28 gennaio, l'oro raggiunge il massimo storico, con un picco importante a 5.417,21 dollari l'oncia. Raggiunge il livello più alto dal 1976 ad oggi e si riposiziona così come un'ancora geopolitica in un contesto estremamente volatile. La correzione arriva con l'intenzione di nominare Kevin Warsh alla guida della Fed.
PERCHÉ TANTA VOLATILITÀ?
In breve, perché abbiamo visto come agiscono più forze contemporaneamente:
- Domanda strutturale
- Nel 2025, la domanda totale di oro, comprese le transazioni over-the-counter (OTC – scambi diretti, non intermediati, tra due parti) ha superato per la prima volta la soglia delle 5.000 tonnellate.
- Le banche centrali hanno continuato a essere acquirenti importanti, con acquisti più moderati rispetto al 2024, ma ancora alti rispetto alla media (863 tonnellate d'oro).
- Richiesta di rifugio o "Safe-Haven Bid"
- A causa delle tensioni politiche internazionali, gli investitori tendono a evitare il rischio vendendo attività volatili (azioni, criptovalute) e spostando il denaro verso l'oro per preservare il valore dei loro portafogli.
- Quando si verifica un momento del genere (come abbiamo visto all'inizio del 2026), sul mercato si incontrano più investitori e il prezzo tende a salire improvvisamente.
- Politica monetaria americana
- L'estrema volatilità registrata all'inizio di quest'anno è stata causata anche dalla politica monetaria statunitense e dalle aspettative relative alla Federal Reserve. Gli annunci e le speculazioni relativi alla nomina di Kevin Warsh alla guida della Fed hanno innescato un rapido riposizionamento del dollaro e dei tassi, mentre l'oro, già in una fase di surriscaldamento tecnico, ha reagito con forza.
- L'estrema volatilità registrata all'inizio di quest'anno è stata causata anche dalla politica monetaria statunitense e dalle aspettative relative alla Federal Reserve. Gli annunci e le speculazioni relativi alla nomina di Kevin Warsh alla guida della Fed hanno innescato un rapido riposizionamento del dollaro e dei tassi, mentre l'oro, già in una fase di surriscaldamento tecnico, ha reagito con forza.
Una battaglia tra falchi e colombe
L'analisi degli ultimi mesi e dell'ultimo anno mostra un oro estremamente performante in termini di rendimento, ma con un costo del rischio insolitamente elevato. Questa combinazione di forte tendenza e alta volatilità definisce l'essenza del periodo analizzato e spiega perché l'oro degli ultimi mesi non può più essere considerato esclusivamente attraverso la lente del suo ruolo tradizionale di bene rifugio, ma anche come un asset profondamente influenzato dalle dinamiche finanziarie globali e dalla microstruttura dei mercati moderni.
Guardando al futuro, l'oro rimane intrappolato tra due forze. Da un lato, la domanda strutturale di diversificazione delle riserve e l'appetito per gli asset reali in un contesto geopolitico complesso gli offrono sostegno. Dall'altro lato, a livelli di prezzo molto elevati e dopo aumenti repentini, il mercato diventa vulnerabile al repricing, al rafforzamento del dollaro o all'attenuarsi di alcuni rischi percepiti.